Cara Chiara Valerio, ho scritto un racconto che ha tutto: il Natale, le donne ansiose, le presenze aliene e, ca va sans dire, le suore. Mi piacerebbe tanto - come mi piacciono certi torroni morbidi che non mangio per non ricordare fino a che punto può essere voluttuosa la vita - che in teatro lo potesse leggere Lella Costa. Come fosse un monologo. Con quella capacità travolgente che ha lei di fare tutte le voci e tutte le anime. Puoi metterci in contatto? Siccome ho letto che ha la sindrome di Gertrude - cioè dice spesso di sì, come la monaca di Monza - magari mi dice di sì. P.s. tu verresti a vederci a teatro? Mi piacerebbe. Sempre tuo, Walter. P.p.s. Ci sono anche i saltatori di fila, nel racconto.

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