Cara Chiara Valerio, ho letto che hai pubblicato delle foto. Dovevano rappresentare: una cosa solita, una cosa nuova, un regalo, un altro regalo. Io le ho viste, ho pensato di memorizzarle (cioè, per come erano), poi sono andato a lavare un corridoio. Sarò sincero: mentre lavavo il corridoio ho ascoltato Anema e Core di Serena Brancale. Le tue foto mi tornavano in mente: un regalo, un altro regalo. Un cappello, tre narcisi gialli. Che poi, tutto può essere regalo: il gatto rosso, le panchine; un'altra mattina, un altro pensiero. Dentro di me, si era generata la sicurezza che quei regali te li avesse fatti un amico. Ho pensato all'amicizia. Io, in amicizia, ho sempre sbagliato quasi tutto. Riguardo le foto e mi accorgo che non lo hai mai detto, non hai fatto nessun riferimento all'amicizia. Nessun cenno.
The Substance, l'ultimo film con Demi Moore, mi ha insegnato che tutte le relazioni, soprattutto quella con te stesso, possono mangiarti da dentro. Con la speranza che i cosci di pollo mi restino sempre nello stomaco, ti saluto. Vado a procurarmi da solo un regalo e, poi, un altro regalo.

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